LE FRASI FUORI LUOGO

Dopo il “grande successo” del post “le domande sconvenienti” ecco a voi le frasi fuori luogo.

halloitsvalentine.com

 

Si, proprio quelle “uscite” che non c’entrano nulla con il contesto in cui vengono dette, che spiazzano, che ti fanno venire il “brividino” gelido anche a ferragosto:
_“Dai, finiscilo, altrimenti devo buttarlo” (poco elegante, soprattutto se detto più volte al nostro ospite satollo. L’invitato potrebbe pensare di essere stato preso come “Mister Muscolo” anti ingorgo del nostro lavandino)

 
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_“Dopo le vacanze, dobbiamo assolutamente organizzare di vederci!” (sappiamo benissimo entrambi che ciò non succederà mai; soprattutto con persone con cui ci diamo del “tu” da sole due settimane)

 
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_“Perdonatemi la volgarità che sto per dire” (niente annunci, né comunicati stampa: o la si dice andando fino in fondo senza ipocrisie o la si pensa solamente)

_Posso dire una parolaccia? (vedi sopra… già il fatto che si chieda il permesso denota la consapevolezza che ciò che stiamo per dire non è molto lecito);

 
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_Usare parole straniere che non si conoscono, dette non correttamente ma per “assonanza” (vi ricordate Totò e Peppino a Milano “Noio volevam savuar l’indiris?”) 
 
Totò, Peppino e… la malafemmina, 1956
_Dire (o scrivere!!!) prima il cognome del nome (non stiamo facendo l’appello in classe, nè siamo in caserma)
morenafanti.wordpress.com
 
_Salutare, congedandosi, dicendo “tante cose” (se mi spiegate perchè lo si dice mi levate un dubbio che mi attanaglia da anni)
_Evitate di parlare al posto di qualcun altro, facendovi depositari di ogni recondito loro desiderio o di ogni loro esigenza. Al cameriere, infatti, poco importerà che il nostro compagno, ad esempio, sia intollerante al lattosio perchè gli suscita uno sgradevole “effetto indesiderato” (non siamo nè delle badanti nè delle “tate”);
 

_Giurare sui proprio figli o, peggio su quelli altrui (soprattutto se è lampante che si sta mentendo)

_Ricordare, specie in pubblico, episodi imbarazzanti di amici e conoscenti. (talvolta è sufficiente un solo momento imbarazzante da vivere, sgradevole è riviverlo);

Fantozzi, 1975

_“E’ incinta?” “L’ha cercato?” (e se rispondessimo di no, che succede?)

_Se non avete ben chiari i legami di parentela, nel dubbio, meglio evitare di azzardare appellativi come “nonno”, “babbo” e così via. (dare, invece, a due fanciulle delle sorelle, difficilmente vi coglierà in fallo);
La morte ti fa bella, 1992
_Dire “permesso” entrando (basta bussare)

_Fare domande sfacciate, magari sottolineando la propria faccia di “tolla” (nient’altro di meglio su cui conversare e a cui pensare?)

Alice nel Paese delle Meraviglie, 1951
_Urlare nomi e cognomi, magari scandendo bene ogni sillaba, nei luoghi pubblici (alla faccia della privacy) (non si sa mai chi ci ascolta… );

_“Impegnativo questo lavoro, ti darei una mano volentieri l’unica cosa e’ che probabilmente non ci sarò tutta la settimana. ma quando torno ti aiuto” (fingendo di non ricordarsi che la scadenza della consegna è fra  tre giorni)

alfemminile.com
Ed infine, ricordatevi che, le bugie rischiano di condurvi, spesso e volentieri, in situazioni imbarazzanti!

Pinocchio, 2002

Vi viene in mente altro? Qualche aneddoto da “brividi”?

grazie al mio amico A. osservatore acuto della “fauna” che ci circonda

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