L’ABBRONZATURA

E’ una sorta di tormentone estivo ma non solo.
Per anni, ed ancora oggi, da molti è interpretato come uno “status symbol”, soprattutto se fuori stagione. Forse è  un concetto un po’esagerato, ma come negare che un po’ di colore aiuta?
Rolling Stone – Agosto 2010

 

Copre e risolve inestetismi, dona al viso un aspetto più rilassato e nasconde le tracce delle nottate patite sui libri od in ufficio.

 

photo by www.vogue.it

 

Mai, tuttavia, eccedere con l’abbronzatura, sia per contenere il proliferare delle rughe o frenare l’invecchiamento precoce della pelle, che per evitare l’effetto “yuppie anni ’80”.
Vacanze di Natale – 1983

 

Dobbiamo ringraziare, ancora una volta, la mitica Coco Chanel: non solo ci ha liberate da bustini ed abiti imbalsamati, ma con i suoi “maillot” a righe, le sue camicie maschili e lo stile “informale”, sdoganò la pelle “abbrustolita”, permettendoci di sfoggiare un incarnato dorato.
Grace Kelly – estate 1955

 

P.S.
1. Ricordatevi sempre che esiste differenza visibile tra abbronzatura “uva” (per quanto la tecnologia abbia fatto passi da gigante) e quella naturale.
 
2. Troppi “segni” del costume donano una abbronzatura a macchia di leopardo, soprattutto se sfoggiata di sera. Scegliamo, quindi, camicette e top che mimetizzino i “segni”, oppure indossiamo i costumi a “fascia”, proposti quest’anno in grande  varietà.
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