LA SINDROME DEI "PRIMI DELLA CLASSE"

Sarà la nostalgia dell’odore dei libri ancora intonsi, delle “plastichine” colorate che ricoprivano i nostri quaderni, piuttosto che della campanella dell’intervallo o dell’ultimo giorno di scuola.
misscicisays.blogspot.com
La malinconia di quei giorni passati a scuola, fatti di comunicazioni segrete attraverso bigliettini, di formule matematiche infinite scritte sotto le suole delle scarpe, la sera prima del compito in classe è una costante dentro noi, è una sensazione indelebile.
Pierino contro tutti, 1981
Oggi, talvolta, riaffiora incontenibile nel nostro quotidiano la smania da primi della classe, grazie a corsi della più svariata natura, master o giornate di aggiornamento.
Audrey Hepburn
Ecco come riconoscere gli effetti del “morbo” dei primi della classe, così da salvaguardare noi e gli altri:
– Aspettiamo i tempi anche dei nostri compagni di classe. Senza sbuffare. Senza far pesare quanto noi siamo brillanti, veloci nell’apprendimento e puntuali nei lavori;
Notte prima degli esami, 2000
– se il corso che stiamo seguendo  prevede  lavori di gruppo, lo scopo è quello di produrre “insieme”, quindi non dobbiamo primeggiare,  né prendere il “potere” e trattare i nostri compagni come “bassa manovalanza”, né  fare noi tutto il lavoro per tutti (così da non fidarci degli altri);
Compagni si scuola, 1988
– se siamo più alti più di un metro e settanta, non dobbiamo posizionarci statuari in prima fila: anche gli altri hanno  il diritto di vedere in faccia il professore piuttosto che le “slide” (anche in palestra evitiamo di occupare volutamente il maggior numero di metri quadrati ,così da far sbagliare tutta la coreografia a quelli dietro);
La rinvincita delle bionde, 2001
– ricordiamoci sempre che è il “post- corso” che determina la bravura, non la nostra perenne “mano alzata”;
South Park

– mettendosi in prima fila, non ci si assicura né la promozione né un bel voto;
Anna Wintour
– chi è in cattedra è il professore, chi è tra i banchi l’allievo. Non sovrapponiamoci e stiamo al nostro posto;
L’attimo fuggente, 1989
– Aver letto la biografia on line di un professore e fare domande mirate con riferimenti al suo passato, non farà di noi dei “fan” ma o dei “lecchini” o dei potenziali “stalker”;
La signorina Rottermeir
Heidi
– Il voto e/o giudizio ottenuto, non va sbandierato. Né tanto meno va chiesto quello di  altri. Non mettiamoci in imbarazzo con le nostre stesse mani;
Harry Potter e la Pietra Filosofale, 2001
– Le coppie ai corsi, non debbono essere un’unica cosa. Non devono imporsi, né far pesare il loro “status”.
I ragazzi della Terza C
Da ricordare  sempre che, al di fuori della scuola dell’obbligo, la sindrome da primi della classe  lascia il tempo che trova. Anzi, lascia un retrogusto anacronistico.
2006
Voi  come vi comportate in queste situazioni? 
Riaffiora il liceale latente che c’è in voi?

grazie alla mia amica A. per lo spunto

26 comments

  1. mmm… a parer mio quasi nessuno di questi atteggiamenti calza a chi ha la sindrome del primo della classe (io, aimé, la possiedo). Più che altro sono comportamenti da lecchini e secchioni che cercano di guadagnare la prima posizione tramite un contorno che prevede gli altri, o comunque la prevaricazione di altri.
    Chi ha davvero questa sindrome cerca di evitare ogni tipo di favoritismo o

  2. Come vorrei tornare ai tempi del liceo …
    Oggi non so: gli adolescenti mi sembrano tutti così "distratti" da altre diavolerie tecnologiche, cellulari, tablet, internet, messaggi, skype. La loro priorità non è più la scuola, ma apprendono anche (e soprattutto) da altri mezzi e spesso per loro la lezione a scuola è obsoleta e poco interessante

  3. Proprio ieri ho avuto un incontro ravvicinato con un soggetto affetto da questa sindrome e io, dalla prima elementare fino a d oggi, proprio non li capisco! Ormai ho capito che bisogna solo ignorare alcuni atteggiamenti che, come hai scritto, lasciano il tempo che trovano! 🙂
    Condivido il tuo post su fb!! 🙂

  4. Ciao! incredibile, passi tutto il liceo a cercare di uscirne e poi, faresti carte false per tornarci!
    rimpiango i bigliettini, le gite, le telefonate con l'amica del cuore che hai lasciato dieci minuti prima (e i tuoi che ti lanciano dietro qualsiasi cosa per farti riattaccare…).
    Cercavo sempre di dare il meglio (sempre se la materia e il prof mi piacevano), odiavo i lecchini e le

  5. Aggiungerei: se una compagna di corso che è sempre venuta a lezione, ma ha dovuto saltare un giorno perchè aveva l'influenza, non guardatela con occhi sbarrati come se vi avesse puntato contro una pistola, se vi chiede gentilmente gli appunti!!!:)

  6. Questi soggetti ci sono sempre stati e sempre ci saranno: l'importante e' riconoscerli e starne alla larga, se ci riesce. Prima o poi si "fregano" da soli……Credetemi!
    Una fan di mezza eta'

  7. eh ormai ho dato… però ogni settembre ho la febbre da inizio scuola quando entro al centro commerciale e ci sono i cesti di diari, pennarelli… sob!

  8. A parte le domande mirate con riferimento al passato del prof, devo fare outing: i sintomi della sindrome da primo della classe li avevo tutti. Ma tutti tutti.

    Mi hai fatto ricordare le relazioni di laboratorio, che per l'appunto erano lavori di gruppo e finivo per farle da solo: inizialmente perche' i miei compagni mi sbolognavano tutto il lavoro, poi, perche' io di fatto

  9. Colpiti in pieno i punti cardine come sempre….quanto odiavo la "sindrome della mano alzata" e quello che arrivava post esame/compito in classe dicendo "Come è andato?Quanto hai preso??"….li avrei morsicati volentieri 🙂

  10. Non sono mai stata una prima della classe, ho rigato dritto ma sempre per la mia strada! Che nostalgia però…i tempi del liceo sono stati meravigliosi, una classe (solo femminile) stupenda, tant'è che con molte di loro sono ancora amica, dopo tanto, tantissimo tempo! Io sono bassa ma il primo banco non l'ho mai voluto! Nessuna lo voleva! Il primo giorno di ogni anno c'era la consueta

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