QUANDO “LA DIREZIONE” NON E’ SOLO JAZZ

Esistono gli stereotipi.

Le professioni ne sono il classico esempio.
Il cuoco lo immaginiamo “in carne”, il boscaiolo con i baffi e la maestra con gli occhiali.
E il direttore artistico di un festival jazz?
Personalmente con la pipa, di una certa età e vestito di nero.
Per fortuna esiste chi rompe gli schemi.
Sempre e con eleganza.
Abbiamo chiesto aiuti e suggerimenti ad un giovane 
(ma con un evento jazz che quest’anno spegne ben 10 candeline) 
direttore artistico: Corrado Beldì .
Perché la commistione dei linguaggi musicali e artistici è un “must” a Novara Jazz. 

Ma, in fondo, cosa ci si poteva aspettare da una persona eclettica dai mille interessi?
# Al Direttore Artistico di un Festival arrivano quotidianamente “autocandidature”. E’ lecito tarpare le ali di appassionati poco talentuosi?
C’è sempre una speranza per tutti.
Ma non posso torturarmi ad ascoltare una musica che non apprezzo.
Questione di gusto.
# Le manie di protagonismo degli artisti. Come arginarle senza cadere nella maleducazione
Ci sono dei casi in cui è consigliato sostituire, con disinvoltura, un Dom Perignon con un frizzantino.
A volte meglio risparmiare: per fortuna quest’anno a Novara Jazz ci ha già pensato Gino Paoli, che ci ha chiesto una bottiglia di Glen Grant: il whisky più economico del mondo.
# Se un concerto non piace: è lecito o maleducato alzarsi dal proprio posto?
E’ intollerabile.
Una volta entrati non ci sono attenuanti: bisogna sorbirselo tutto.
Il mio amico Larry è stato al concerto di John Coltrane al Village Gate di New York nel ’64.
All’inizio dell’esibizione erano in 15 alla fine in 10: quei cinque andrebbero giustiziati.
# E’ una forma di snobbismo culturale creare festival di nicchia?
Tutto ciò che è ricercato è interessante. Se le cose ricercate sono considerate snob, allora sono un vero snob. Però mi piace mischiare i generi per diffonderli al maggior numero di persone.
Novara Jazz, 2012

 

# Tre consigli “bon ton” per essere uno spettatore perfetto:
1. Spegnere il cellulare
2. Non portare cibo in sala
3. Applaudire al momento giusto
  (4. alla fine del concerto fare i complimenti al Direttore Artistico)
# Tre consigli “bon ton” per essere un’artista “elegante”:
 1. Avere doti di umanità verso tutti: pubblico e tecnici.
2. Capire quando è giusto fare un bis, ma anche capire quando è giusto smetterla di suonare!
3. Non chiedere uno Steinway gran coda perfettamente accordato quando si è negati a suonarlo…
# Infine, se un artista ha deluso le tue aspettative da “Direttore Artistico”, meglio omettere i commenti o condividere certe sensazioni post-concerto?
Fare troppi complimenti ad un artista che non ti è piaciuto è controproducente perché ti chiamerà ogni anno, in modo sistematico, per essere nuovamente invitato.

 

Ed ora le curiosità per “Non si dice piacere”.
# La tua icona di stile
Sono indeciso tra James Bond e Vladimir Lenin (che fantastiche cravatte portava!).
# La tua suoneria del cellulare
La Forza del Destino di Giuseppe Verdi
# Un errore 
Non mi viene in mente nulla. Sarà che non faccio errori?
@ Enoteca Tabarro

 

# Il tuo sempre
La curiosità
# Il tuo mai
“Santa” e  Sankt Moritz
Dj Spooky e Corrado Beldì a Vanatu, Malesia
Consegna Chiave d’Oro Novara Jazz 2007

 

# Un gesto di bon ton purtroppo poco diffuso
Scrivere biglietti di proprio pugno
# L’atto maleducato che più mi irrita
Gli sms di auguri a Natale. Quelli palesemente collettivi, ricevuti da persone che non senti dal Natale precedente.

 

Cosa ne pensate?  

Avete altre domande o curiosità?
 
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