PERCHE’ NON SI DICE PIACERE

La mia collega, ama definirmi “quadrata”.
 
Non so se questo va imputato alla mia formazione storico – artistica o più banalmente alla mia propensione a focalizzarmi e sottolineare le piccole cose, magari invisibili agli occhi di molti che hanno il potere di innervosirmi.
 
Forse il mio blog nasce proprio come strumento a questa mia battaglia personale contro la mancanza di buon gusto e di buone maniere. Parlo di piccole raffinatezze, magari definibili anche come forme di snobismo, che fanno, tuttavia “la” differenza.
 
Non è nulla di complicato né di impossibile: bisogna solo usare buon senso e una sana dose di logica.

Perché non è modo dire piacere nel momento in cui si conosce una persona? 
 
Per il semplice fatto è impossibile provare del “piacere” nel conoscere una persona che non si è mai incontrata prima, con cui non si è preso nemmeno un caffè.
Si mette, invece, un interlocutore a proprio agio ripetendogli il proprio nome mentre si stringe la mano così da agevolare la memorizzazione.
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