NON SI DICE.. BUON APPETITO

Esistono dei divieti che fin dalla nostra tenera età ci vengono inculcati senza una spiegazione,
“perché è così altrimenti ti metto in punizione”.
La Sirenetta, 1989
Poi con il tempo tutto ti diventa più chiaro:
non si salta sui letti 
perché le molle del materasso non sono così felici di  essere sollecitate (peccato!), 

 
Mamma ho perso l’aereo, 1990
non si mangiano pizza e patatine fritte a colazione – pranzo – cena 
perché poi da adulto dovrai confrontarti con il colesterolo e con la spaventosissima bilancia, 

 
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non si guardano film dell’horror 
perché poi ti ritrovi, come me, ad addormentarti spesso ancora con la luce accesa (…) 

 
 
Nightmare before Christmas, 1993
 
e … non si dice “Buon Appetito!prima di un pasto.
Perché?
Come sempre il Galateo (anche quello può svecchiato e adattato al mondo quotidiano)
pone le sue radici in un tempo lontano e su una logica ben precisa di rispetto del prossimo. 

 
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Una volta un “buon appetito” equivaleva augurare una “buona abbuffata”  sottolineando, così,
a caratteri cubitali che nella vita di tutti i giorni queste persone non potevano permettersi di mangiare. 
 
 
Gossip Girl
 
 
In altre parole una vecchia forma di “snobbismo” tipico dei secoli che vanno da XII al XX: altro che SUV.
 
Maria Antonietta, 2006
“Buon Appetito” veniva solitamente augurato in occasione di feste, come il matrimonio
(e da qui l’uso di ingozzare gli Ospiti con 1.000 portate altrimenti “facciamo brutta figura”)
e quando i feudatari lasciavano gli avanzi dei loro lauti banchetti alla servitù. 

 
 
Giselle Bündchen
Quando si dice essere sgradevoli al punto giusto solo per il gusto di offendere il prossimo. 

 
Alessandra Celentano
 
Evidentemente ancora oggi, nel secolo delle diete da fame,
questo augurio potrebbe risultare offensivo,
 ma anche una nota stonata rispetto a delle conformità legate al nostra tradizione. 

 
Marilyn Monroe
 
Poi nel dubbio,  come sempre, si fa sempre più bella figura a star zitti. 

Cosa ne pensate? 

 
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32 comments

  1. Mmm è un po' lunghetto da spiegare all'eventuale commensale che ti guarda offeso perchè non gli hai rivolto questo augurio…

    Meglio dirlo e basta, altrimenti si fa' fredda la pasta!

    😉

    1. Bravo GEGGE, sono d’accordo con te, anche perché, come giustamente come hai notato tu, la spiegazione oltre a essere troppo lunga mi pare davvero fuori dai TEMPI e certamente l’intenzione con cui si augura oggi “buon appetito” non è certo offensivo, ma proprio un augurio di buon appetito.

  2. Ahah la foto di Alessandra Celentano con quella frase mi ha fatto ricordare di quando guardavo Amici! 🙂 Era proprio così! Comunque di solito non lo dico per prima, ma se gli altri lo augurano lo dico anche io, altrimenti si rischia per fare lo stesso la figura del maleducato… non si dovrebbe, ma in questo caso a volte è inevitabile! 🙂
    Fabiola

    Rispondi

  3. Ciao Ila!!!
    Leggendo la tua ultima frase, devo dire che sono perplesso. E' vero che è buona educazione non dirlo, però se ad una tavolata qualcuno dice buon appetito, mi sembra anche scortese e ancora più snobista non rispondere!!! Non so perché ho questa sensazione. Aiutooo! 😉
    Buon inizio settimana!!!
    Alessandro

  4. Cari tutti,
    come sempre, il buon senso ci è di aiuto.

    Concordo con Alessandro: meglio non vestire i panni dello "snob" perchè non è mai elegante.

    Ma è anche vero non rimanere saldi nelle proprie posizioni: io mi comporto esattamente come ha detto RocknGiu.

    Non ricambio nè con un augurio, nè con distacco: un bel sorriso è sempre d'aiuto.
    <

  5. sai che è una di quelle cose che vedo benissimo invece: come aspettare che tutti abbiano il piatto davanti e mettersi il tovagliolo sulle gambe. e poi il "buon appetito" con un sorriso inaugura il pranzo!

  6. Qualche volta mi capita di sentirlo e subito dopo le persone puntualizzano che non si dovrebbe dire. Perché non tacere e basta?

    Buon inizio di settimana!

  7. Ma', mi sembra che ormai non ci sia più ragione di vietarlo, crisi permettendo, né di apostrofare chi lo fa anziché rispondere con un sorriso. In un vecchio galateo che avevo in casa c'era anche scritto che non si accolgono mai gli ospiti in casa con le pantofole: onestamente, se uno mi accoglie in casa sua con le scarpe, penso che o l'ho disturbato mentre stava provando un vestito

  8. Purtroppo al giorno d'oggi ci sono comportamenti basilari della buona educazione e del Galateo che non vengono rispettati, ben più gravi dell'augurare buon appetito o meno.
    Personalmente, proprio perché a tavola non si invecchia e il momento del convivio è di gioia di stare insieme e di condividere un buon pranzo (che ancora oggi non è un diritto di tutti), anche se scappa un buon

  9. Beh credo che ormai l'accezione con cui viene usato sia diversa no? Magari inizialmente veniva usato nella maniera che hai spiegato ma ormai oggigiorno è buona educazione augurare buon appetito prima di iniziare a mangiare credo. Io lo faccio sempre! 🙂

    Andrea

  10. Quest'estate, essendo di corsa, ho optato per un pranzo veloce a base di un buon gelato; ho scelto la porzione media perché, nella mia cittadina di provincia, per quella cifra, la coppa è davvero generosa, ma in questo caso essendo striminzita, il «Buon appetito!», auguratomi dalla commessa, suonava quantomeno come una presa in giro, rivelandosi doppiamente inadeguato.

  11. Ogni volta che pronunciavo "Buon appetito", ho sempre avuto il dubbio che non fosse proprio la formula adatta da dire prima di un pasto. Ma non riuscivo a capirne il perché.

    Ora tu mi hai dato una spiegazione chiara ed esaustiva, ma iniziare un pasto nel silenzio e senza dire nulla che "onori" in qualche modo ciò che è stato preparato e la compagnia, mi sembra un

  12. Io non ho mai capito perchè è andato in disuso.

    Noi lo diciamo sempre e ovviamente il significato è che ci si vuol augurare di stare bene insieme a tavola.

    Se siamo in un locale il "buon appetito" oltre che a zittire perchè si inizia a mangiare è anche detto per augurare di gustare il cibo ordinato che oggi come oggi è sempre così innovativo e impiattato in

  13. A mio avviso la logica richiederebbe l’esatto contrario. Se i commensali sono dei sazi aristocratici del tardo rinascimento (quando questa regola è stata inventata) che a differenza dei loro sudditi non riescono più a trovare alcun interesse per il cibo, augare loro di avere appetito, cioè di provare il desiderio di mangiare, è come augurare di passare una piacevole ora. Al contrario, augurare buon appetito a un contandino che ha lavorato a stomaco vuoto tutto il giorno o solo con qualche pezzo di pane, era ed è tecnicamente inutile, di appetito ne ha già parecchio. Si direbbe che ha scritto il galateo (Giovanni della Casa, un prelato) per questa regola non fosse particolarmente interessato al benessere dei commensali quanto a sottolineare il loro censo, cosa che non mi sembra risponda a moderni criteri di gentilezza.

    Potremmo poi osservare che così come non ruttiamo più per dimostrare di avere gradito, né usiamo tutti lo stesso mestolo per prendere le minestre, cose abbastanza comuni nel 1500, possiamo ampiamente sbattercene di cosa faceva una casta di privilegiati spesso assai ignorati che nel corso di due secoli ha lasciato diventare questo paese una provincia dopo che l’epoca comunale le aveva dato una supremazia culturale senza precedenti sull’occidente.

    Certo se gradite sottoporvi ancora a regole che valevano in un mondo fatto spesso di sopruso e credenza, fate pure. Io preferisco augurare ai miei commensali che fortunatamente si sono affrancati dalla fame di avere un po’ di appetito per le pietanze che mangeranno, perché è logico, educato e moderno, come il computer sul quale sto scrivendo.

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