NEL DUBBIO DIAMO DEL LEI. A COSTO DI DIMOSTRARE 90 ANNI.

L’ostico problema del “tu” e del “lei” dove fra i due litiganti il terzo,  “il voi” ,
non gode perché troppo antiquato: nel dubbio,  diamo del Lei. 
Sempre. A chiunque. 

 
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Superficialmente,  è una questione di età.
Apparentemente,  una manifestazione della cosiddetta “puzza sotto il naso”.
In profondità, una fondamentale distanza di sicurezza da chi non conosciamo e una forma di rispetto da chi è
“sopra di noi”: per ruolo o per età. 

 
UP, 2009
 
Il “tu” si può usare quando: 

-l ’interlocutore è molto più giovane (la linea di confine sono i venticinque anni… anche se uno vive a casa ancora con Mammà da bravo “bamboccione”)
 
 
Il ragazzo di campagna, 1984
 
-è contraccambiabile (cena a casa di amici o tra colleghi) 

Baywatch
 
 
 
- ci viene esplicitamente proposto (e deve essere fatto dalla persona più “matura” o di ruolo più “alto”. Mai e poi mai prendere iniziativa di propria spontanea volontà). 

 
MegaDirettoreGalattico e Fantozzi
Fantozzi, 1975
 
In tutti gli altri casi giochiamo la carta sicura del “lei”. 

 
by Adrian Johnson
 
Ricordiamoci sempre che dare del “lei” a chi lavora per noi è una forma di rispetto. Soprattutto se con loro non abbiamo mai condiviso nulla, nemmeno un caffè. 

 
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E’ un po’ come sul lavoro:
a chi non si conosce è buona regola dare sempre del “Dottore” o della “Dottoressa”.
Così non si sbaglierà mai. 
 
 
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Perché è peggio non riconoscere a qualcuno il titolo omettendolo,  
che attribuendolo a chi non ce l’ha: il suo ego sarà soddisfatto e voi sarete immediatamente collocati nella lista dei “simpatici”, il che non guasta. 

 
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Poi rassegnamoci all’idea che dopo i 25 ci sarà sicuramente qualche adolescente che ci fermerà per strada per chiedere informazioni e ci dirà “Mi scusi Signora/e”. 

Barbie 45th Anniversary
 
 
Se vi dovesse capitare per la prima volta,
 ricordatevi che “le nuove leve sono educate”.  
 
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Ripetetelo come fosse un mantra e non dovrete andare dallo psicologo per superare il trauma.
 
Anche voi, nel dubbio date a tutti del “Lei”?

 

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