“MA QUELLO, NON E’ ENTRATO DOPO DI ME?”

Quando siamo all’estero ci accorgiamo immediatamente che nel DNA dell’italiano non e’ presente il gene “rispettiamo le code”. Mi riferisco al rigore e l’osservanza della coda, senza agitarsi, sbuffare, brontolare e senza guardare in cagnesco chiunque sia nei paraggi per paura che “ci superi”.

La fila “internazionale” vs La fila “italiana”
Se per qualche arcano mistero rientrate nella categoria di chi “fa il furbo” vi prego evitate frasi del tipo: 

“Oh scusi, non l’avevo vista!” dopo che si e’ stati  scoperti. 

 
E’ una scusa che non ha un fondamento, soprattutto se abbiamo superato un “marcantonio” di 200 kg x 1,90 cm. di altezza.
E di assumere i seguenti comportamenti: 

 
- Fare i furbi saltando la fila dicendo “Devo solo chiedere una cosa!!Devo solo chiedere una cosa!!” per poi finire col farsi servire per primo;
 
 – Giocare la carta “L’amico ritrovato”, ovvero andare a salutare qualche conoscente alla lontana in modo assolutamente caloroso e credibile finendo direttamente dopo di lui (o addirittura prima, se il nostro “amico” è addirittura galante) per poi non salutarlo più se lo si incrocia per strada il giorno seguente;

- Non copiare gli “escamotage” adottati da Totò in “Siamo uomini o caporali?”
Siamo uomini o caporali? – 1955
 
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