LORO SANNO ESATTAMENTE DI CHI STIAMO PARLANDO

Se esistono delle domande da non fare,
cose da non dire,
ci sono anche nomi che non vanno sventolati ai quattro venti.
 
Sex and the City
 
Non perché appartenenti a persone ricercate dalla CIA piuttosto che dai “Servizi Segreti”,
né tanto meno perché classificati come “porta sfiga” (gli sfigati sarete voi solo per il fatto che lo pensiate – tiè),
né perché trattasi di personaggi mitici dello stesso rango di “L’Innominato” manzoniano.
www.glamourmarmalade.com
Perché citati in contesti pubblici come bar o autobus,
dove per forza di cose  sono presenti altre persone (o meglio conosciute come “orecchie indiscrete”).
 
tublr.com
Non urlare “nomi e cognomi” a chiare lettere, oltre a farci apparire persone più educate,
ci aiuterà a non trovarci nell’imbarazzo di essere seduti accanto, nella migliore delle ipotesi,
al cugino di terzo grado acquisito della  persona di cui stiamo sparlando.

 

Gossip Girl
Non tanto per il nobile ed elegante principio tale per cui non si parla delle persone non presenti,
quanto perché provate voi a giustificarvi delle parole dette e con tutta probabilità  mal interpretate.
 
Cruel Intentions, 1999
Nel dubbio è meglio citare solo i nomi di battesimo o citare a più riprese il grande classico moderno della letteratura:Harry Potter.
Utilizzare, infatti, il “tu-sai-chi” ci salverà sicuramente da incidenti diplomatici.
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Cosa ne pensate?
 
 

50 comments

  1. Hai oerfettamente ragione.
    E devo dirti la verità, è successo una volta, non tanto tempo fa, ero a spiaggia con amiche e mi è capitato di parlare di una persona, facendo solo il suo nome però, ma poco dopo ho capito che è stato un gesto di cattivo gusto che non si ripeterà più :/

  2. Penso che hai ragionissima!
    Io proprio di recente ho fatto una figura "terribile" con il cugino di un mio collega… parlavo di miei colleghi " Idioti" e , citando NOME E COGNOME ho menzionato appunto l'apoteosi del colelga idiota…
    Ero seduta davanti a suo cugino…
    Ho tentato di recuperare ma era troppo tardi!

    Ma me lo sono segnato

  3. Io e una cara amica, oltre ai vari soprannomi del caso atti a parlare in pubblico senza tanti problemi, abbiamo adottato anche un codice di linguaggio: se vogliamo immediatamente cambiare discorso per paura di essere ascoltate o per segnalare presenza in arrivo… cominciamo di punto in bianco a darci le indicazioni stradali! Baci!

  4. Ilaria, io ho fatto di peggio. Spettegolando via email con degli amici, ho espresso certe mie idee a proposito di una persona X, per poi accorgermi di averla inserita tra i destinatari dell'email incriminata… la terra si è aperta sotto di me, mi ha inghiottita, ma poi mi ha risputata fuori (si può dire?) perché non mi voleva 🙁 SHAME ON ME!!!
    Però, ho imparato la lezione: ora controllo

  5. Io di solito uso nomignoli che invento io, tanto per evitare il problema che fai presente anche tu: il doversi giustificare poi, perchè qualcun altro ha capito male. Che poi in generale, non si tratta nemmeno di spettegolare, magari devi riferire un fatto tuo che coinvolge altre persone.

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  6. Ciao Ilaria, conosco il tuo blog, mi divertono molto i tuoi splendidi suggerimenti, anche se ammetto che non sempre condivido tutto.
    In questo caso posso dirti che dire ciò che pensi su una persona, non è sbagliato, forse bisogna solo dirlo nel modo giusto, usando un pizzico di diplomazia per non ferire. Ti posso assicurare che molti mi hanno addirittura ringraziato ;).
    A presto

  7. Oggi in autobus una signora mi dice: "Mi ricordo di lei, doveva andare a Napoli per una festa, doveva cambiarsi da qualche parte … Ho sentito che ne parlava al telefono". Ecco io proprio in quella precisa occasione pensai che parlando, parlando … Ci si dimentica spesso che c'è gente in giro … E spesso sbadatamente si fanno nomi e cognomi … MA concordo, IN PIENOOOO!!

  8. Concordo pienamente!!! Il tu-sai-chi funziona perfettamente, anche perchè non ci accorgiamo che possiamo essere ascoltati da lontanissimi parenti o amici della persona "spettegolata", ma siamo ascoltati anche dai bambini, che, si sa, riferiscono sempre tutto, soprattutto le cose più imbarazzanti! Un bacio Cristina

  9. Io ed una cara collega siamo solite usare dei soprannomi, quando ci riferiamo a qualcuno dell'ufficio e credo proprio che neanche la Cia potrebbe risalire all'identita' del soggetto in questione, a presto!!

  10. Parole sante, non sai quante brutte figure fatte per questo motivo. Ho avuto anche io questo viziaccio, ma fortunatamente ormai, dopo svariate figuracce, ho imparato a controllarmi!

  11. Ben detto!
    Niente name dropping, non solo per raccontare una favolosa conoscenza ma anche per dirne qualcosa. Di bene o di male ovviamente. E' così poco elegante.

    Teresa d.

  12. Ricordo ancora quando una delle mie più care amiche, in treno, raccontava ad una delle nostre compagne di università della crudeltà assoluta della sua relatrice, di quanto fosse stronza e di quanto lei la odiasse. Bene, si scopre poi che la giovane seduta davanti a lei era la dottoranda della suddetta stronzissima professoressa…
    Quindi si, meglio non fare nomi e cognomi!

  13. concordo, soprattutto per le figuracce che si possono fare! quando sono al telefono e racconto le cose, il muso mi chiede ma chi? e io: muso sono in metropolitana!!! ^-^

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