LE IMITAZIONI – foulard

Il mercato delle “imitazioni” ha sicuramente il suo “boom” d’estate dove la spiaggia diviene un grande mercato all’aperto di borse, portafogli e di qualunque accessorio “tarocco”.
Credo si debba “premiare” la creatività e l’estro degli stilisti che ad ogni stagione ci propongono novità su novità. L’originale, diciamocelo, è diverso, sia per materiali che per confezione.
Chanel
Alcune volte, tuttavia, le imitazioni toccano picchi “sublimi” destando qualche tentennamento anche ad esperti e collezionisti (per certi accessori “intramontabili” si è creato un vero e proprio collezionismo, come ad esempio, per i bauli di Louis Vuitton).
Louis Vuitton
I “foulard” sono una accessorio maggiormente “di nicchia”, solitamente non riprodotto ( la stampa e le materie prime sono molto costose).
I più famosi foulard, quelli di Hermès sono, tuttavia, stati imitati.
Ecco alcuni consigli/dettagli che vi aiuteranno a non prendere “fregature” nei mercatini “vintage”:


1. La seta dev’essere “epaisse” (sostanziosa, spessa, corposa)

 



2. L’orlo nei foulard originali è cucito “al contrario”, cioè sul verso del disegno “in positivo” e non è schiacciato ma “rond” (gonfio)





3. Il disegno si deve leggere nitidamente anche sul rovescio

 



4. Se è presente l’etichetta sul foulard, sarà più prezioso.





5. Se trovate la il simbolo del “copyright” nella stampa, non temete, non siete di fronte ad un “falso” ma solo ad un foulard di “ultima generazione”.

I particolari utilizzati per la spiegazione, sono del Foulard “Circus” di Hermès
 
 
 



Ovviamente il “trucco” maggiore è quello di abituare l’occhio e il tatto agli originali: non ci sono delle regole precise, nè tanto meno esiste un manuale… l’esperienza aiuta sempre. 


Esistono altri espedienti… ma ogni cosa a suo tempo.. 🙂




grazie alla mia mamma, collezionista ed enciclopedia vivente del “Monde Hermès”

25 comments

  1. Brava blogger, sempre piu' interessante, informata, precisa. Utilissimo questo post, occhio alle fregature… e complimenti per la materia prima. Che chiccheria!
    Una fan di mezza eta'

  2. La qualità dei tarocchi non è mai molto alta. L'anno scorso a Corfù per pochissimi euro ho preso un portafogli LV. Dopo appena 2 settimane d'uso ha cominciato a sfaldarsi. Non è durato più di 6 mesi.

    Bacio

  3. bo io sinceramente faccio a meno perchè non mi va di sfoggiare roba che sembra costare un sacco di soldi e invece ne costa molti meno solo per far vedere che posso permettermele..ma è una mia idea..certo se trovo un'occasione a un mercatino vintage, ci faccio pure un pensierino 🙂

    scusa la sincerità 🙂

    un bacio

  4. ottimi consigli!!! odio i falsi perchè secondo me se non ci si può permettere l'originale è meglio dirigersi verso qualcosa di diverso ma almeno originale!!!
    baci

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  7. …io arrivo ora!
    Bellissimo post e tutto verissimo.
    Il dispiacere lo dà la consapevolezza che oggi, nonostante Como continui a esser bacino privilegiato di questa produzione, la seta non sia più “quella di una volta”. Sembro una vecchia che rimpiange i bei tempi andati a dire così, ma è vero! Le emozioni che suscita un raso degli anni Cinquanta o una bandana degli anni Ottanta non si possono sentire oggi, pur nella perfezione della manodopera e nella qualità delle materie prime.
    Un vero peccato!
    Aggiungerei solo una cosa: non conservateli piegati, arrotolateli nella velina. Li preserverete non solo da stropicci antiestetico ma anche dal consumo proprio dove si piega il tessuto!

  8. io commercializzo e colleziono foulard da un trentennio………ci sono foulard falsi fatti bene e altri fatti in maniera grossolana, l importante e saperlo e non prendere fregature. confermo che la seta di una volta e le cuciture non sono come piu come quelle presenti nei foulard attuali a parte hermes che adopera sempre lo stesso twill di seta.

    1. Caro Marcello,
      grazie per il commento.
      La tua conferma non fa altro che aumentare il valore di quanto ho scritto.
      Grazie, a presto
      Ilaria

  9. buoni consigli, anch’io amo i carre’ e concordo pienamente con quanto detto
    qualcuno sa dirmi a quando risalgono le etichette nere?
    grazie

    1. ….le etichette nere sui carrè sono recenti (di solito in tinta con i colori de
      i disegni o soggetti stampati). Bisogna vedere quali. Ce ne sono di vari tipi,a
      seconda dell’articolo sul quale sono cucite e la foggia/disegno che hanno. Solo
      vedendole sono in grado di rispondere.
      Grazie a presto
      Ilaria

  10. Qualcuno sa dirmi se tutti i foulard di Hermes hanno etichetta “Made in france”? Ne ho comprato uno ad un mercatino bellissimo disegno, bella seta etc ma etichetta riporta solo
    100 % seta – soie ma senza provenienza … Grazie!!!!

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