LE DOMANDE SCONVENIENTI

Esistono domande fuori luogo perchè prive di tatto e, soprattutto, perchè mettono a disagio il nostro interlocutore. 

 
A volte, si fa “più bella figura” a star zitti.
Ecco alcuni esempi: 

 
Come sta la tua fidanzata/o? (magari dopo due anni che non vediamo una persona la situazione sentimentale può essersi evoluta o, peggio ancora, “involuta”) 

 
Ma come, ma non conosci quel posto?! (non necessariamente tutti amano frequentare locali “alla moda”. Ciò non ci giustifica a farli sentire socialmente “disadattati”) 

 
Chi era la bionda con cui ti ho visto l’altra sera al parco? (da evitare soprattutto se siamo consapevoli che la persone in questione ha due figli e una moglie a casa… Chissà chi era mai… La cugina?) 

 
Che taglia hai? (risulta domanda sgradevole anche se fatta da un commesso. Inaccettabile al di fuori di un negozio) 

 
Sei incita?(ricordate sempre che esistono fanciulle che concentrano i chili superflui sui glutei e chi, nella parte addominale) 

 
Quanto pesi? (neanche “The Scotland Yard” è a conoscenza del peso esatto di una donna) 

 
Ti vedo un po’ sbattuta: tutto bene? (mai, e poi mai chiederlo anche se la persona in questione ha due solchi profondi sotto gli occhi ed è bianca cadaverica. Con questa domanda contribuiremo solo ad “ingrigirla” maggiormente) 

 
Mi sembri ringiovanita, hai fatto qualcosa ai capelli? (le donne sono sempre giovani, non possono, quindi, ringiovanire) 

 
Quanti anni hai? (ci sono delle età ben precise a cui si rimane fedeli almeno per cinque anni consecutivi: 25, 32, 38, 44, 51 per poi passare agli eterni 62) 

 
Ma quanti anni ha tua figliA? (avere i boccoli non vuol dire, sotto i 3 anni, essere necessariamente essere femmina. Nel dubbio, meglio sempre rimanere vaghi) 

 
Chi hai invitato a cena oltre a me? (si accettano gli inviti solo per il piacere di stare in compagnia della persona che ci ha invitati: a prescindere da chi saranno gli altri commensali)
 
Quanto guadagni? (sono domande private e personali. Solo attraverso dichiarazioni spontanee o attraverso l’FBI  dobbiamo venire a conoscenza dello stipendio delle persone…) 

 
Quanto l’hai pagato? (parlare di denaro, fuori da un contesto lavorativo, non è mai elegante. Siamo nell’era di internet: possiamo facilmente sedare la nostra curiosità con un “click”) 

 
Ti hanno poi assunto?(Peccato sei così brava!) (vedi “quanto guadagni?”) 

 
Perchè non hai un fidanzato? (e a te cosa interessa?)
 
Ho saputo che vi siete lasciati: come mai? Stavate cosi bene! (grazie per il sostegno e per avermi fatto ripensare alla cosa proprio in un momento in cui pensavo ad altro) 

 
Sei stata tu a lasciarlo o lui? (ammesso e non concesso di ricevere una risposta sincera, ci donerà sonni tranquilli saperlo?) 

 
Lo sai che alla tua età, tua madre era già sposata? (…) 

 
Quando vi sposate? (se lo sapessi, ti arriverebbe una partecipazione) 

 
Ah, ma vivi ancora con i tuoi? (è molto sgradevole essere giudicati da solo due lettere come “ah” per una condizione che magari non riusciamo, per numerosi motivi, a risolvere nell’immediato)
 
Sei stata invitata anche tu alla super festa dell’anno, vero? 

No!?!?!? Ma come! (è esattamente il genere di domande capace di far sentire chiunque un emarginato sociale) 

 
Ma Lei sa, chi sono IO? (…) 

 
Cosa fai quest’estate? (molto spesso è palese che non ci interessa minimamente quello che ha programmato il nostro interlocutore. A volte un silenzio ha più contenuto di domande inutili)
 
 
 
Ve ne vengono in mente altre?


grazie a F. per avermi suggerito l’argomento

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