LE ATTESE

Non si può far nulla per accelerare un momento.
Perché le attese, sia quelle positive che quelle negative, snervano. 

 
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Perché ti senti davvero in un limbo:
impotente e costretto ad aspettare. 

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Nella vita, purtroppo, non esiste il pulsante “avanti”,
non si può saltare direttamente all’ultima pagina.

 

 
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Ma se ci pensiamo bene,
questa sensazione, ti fa sentire “vivo”.
Il cuore e lo stomaco sono percepibili, nitidamente.
 
 
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Puoi sentirne la presenza in molti frangenti della vita:

prima di  andare in chiesa per sposarti,
durante i nove mesi di gravidanza,
in quei minuti prima di sentire il tuo nome chiamato  per entrare ad un esame,
quando aspetti l’esito di un referto e una persona che torni dalla sala operatoria,
la risposta su whatsapp che non arriva (anche dopo che si è aggiornata l’ora a fianco “ultima visita oggi alle…”)
 
how-insensitive0.blogspot.it

Quello che ci fa fremere è il non sapere.
Il non governare.
L’essere inerme.
E non ci sono camomilla o valeriana che tengano.

L’unica cosa che da fare è controllare e gestire l’ansia,  visto che l’attesa va da sè.
 
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Non farsi sopraffare.
Renderla un buon momento “produttivo” di buoni propositi, di pensieri positivi e di bilanci.
 
shadowtext.net

ça va sans dire, la teoria è sempre più semplice  e logica della pratica.
Ma se fossimo “nati imparati” che gusto ci sarebbe?
 

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A voi quali attese hanno particolarmente segnato?

37 comments

  1. Quelle elencate da te le ho provate tutte, alcune anche sovrapposte tra loro e all'attesa di un ritorno dopo mesi e mesi di skype….praticamente una vita di attese con qualche parentesi!

  2. Le attese mi rendono particolarmente in ansia (la prima e più terribile che mi ricordi è quella legata all'esame di maturità, seppur dopo ho affrontato altri esami più difficile, il ricordo va sempre lì!). Per questo ho imparato nel tempo a gestire l'ansia, lasciando che le attese facciano il loro normale decorso:)

  3. vero quei momenti nei quali ti si attorciglia lo stomaco nell'attesa che succeda qualcosa… devo ancora riuscire a dominare questa sensazione…ma come dicevi tu penso sia impossibile essere emotivamente distaccati…proprio perchè non si può premere il tasto "fast forward" per sapere come va a finire…

    xoxo
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  4. da ansiosa patologica, odio le attese!
    quella che mi preoccupa di più è quella della gravidanza (notare che ci penso già, nonostante non abbia nemmeno intenzione di procreare al momento o.O)
    probabilmente le attese che mi hanno segnato di più sono state quelle legate agli esami, in particolare ricordo con terrore quella per l'orale alla maturità..
    ottimi i tuoi consigli,

  5. Una su tutte non la saprei dire…spesso sono quelle meno "grandi" quelle che sento di più: l'attesa delle ore 18 del venerdì che segnano l'inizio del fine settimana, il momento dell'appuntamento che arriva, una chiamata, un messaggio, un incontro. Altre che sento particolarmente sono quelle che precedono un viaggio: sembra che non si arrivi mai al punto di partenza ed

  6. Sicuramente l'avranno già scritto, ma qualcuno diceva che "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere".
    Io credo che questo valga solo per le persone che riescono ad instaurare con l'ansia un rapporto civile e costruttivo…altrimenti l'attesa è solo un calvario infinito.
    Io personalmente lavoro duro per ricadere nella prima categoria di persone.

  7. Al momento, l'attesa di una risposta via mail. Di mille risposte a dire il vero. Perché il mio curriculum sta facendo il giro dell'Italia nell'indifferenza più totale!

    E poi quella pre-capirecosafarònellavita.

    Difficile aspettare e soprattutto difficile rendere produttivo il periodo dell'attesa. Ma è l'unica alternativa a una crisi di nervi!

  8. "L'ATTESA NON E' NOIA, BASTA ORGANIZZARE IL TEMPO".

    Facile a dirsi, ma quando aspetti esami clinici preoccupanti o il ritorno di chi ami, oppure che davvero si modifichi qualcosa in questo benedetto paese, o di ritrovarti se ti senti persa, bhè, allora ci vuole davvero tanta buona volontà a organizzare l'attesa.

    Auguriamoci di essere destinatari di

  9. Ciao, non ho mai pensato all'attesa come a qualcosa di costruttivo, fisiologico e positivo, l'attesa è per me un impedimento ad arrivare subito al momento agognato, temuto, desiderato! Le attese che mi sono rimaste più impresse sono state quelle legate alle mie due gravidanze: che paura e che gioia!
    Grazie per lo spunto di riflessione.
    Un abbraccio Cristina

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