L’ALBERO DI NATALE: FINTO O VERO?

Ogni stagione è caratterizzata da dei veri e propri tormentoni.
Domande che ti ridondano nelle orecchie ogni anno puntuali.
Sono i tipici spunti “riempitivi” dei telegiornali in assenza (per fortuna) di altri fatti di cronaca.
 
 
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il caldo atroce che caratterizza proprio l’estate che sicuramente sarà dovuto all’effetto serra, “hai qualche idea per i regali?” (ovviamente parliamo del regalo perfetto- originale-low cost: quello in grado di far emettere un “wow” a chi lo riceve) e l’albero lo copro vero o finto?
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Quest’ultimo è un problema apparentemente frivolo, 
una scelta facile ma da non sottovalutare.
Come sempre “il sapere vivere in modo corretto ed elegante” inviterebbe a ragionare e trovare la soluzione migliore in base al contesto in cui viviamo.
 
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Se non abitiamo in città e possediamo anche solo un fazzoletto di giardino, non abbiamo attenuanti: il nostro albero dovrà essere rigorosamente vero.
 
 
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Rientreremo “per direttissima” nella categoria dei fortunati che avranno per casa quell’inconfondibile odore di bosco misto nottate in bianco alla Vigilia aspettando Babbo Natale (perché quest’anno ce la farò a vederlo).
 
 
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Ma anche se viviamo in un appartamento in città, 
possiamo non rinunciare a questa magia a patto di aver fatto prima un’analisi (onesta) se siamo in grado per capacità e per disponibilità di tempo di curarlo senza farlo morire e rendendolo una degna espressione del film “Nightmare before Christmas”.
 
Nightmare before Christmas, 1993
 
Ecco alcuni consigli  per “potercela fare” e avendo così la possibilità di vantarci, almeno per una volta, di avere il pollice verde:
1.  Il doverlo piantare dopo le feste non è un problema: aziende agricole, vivai piuttosto che il Corpo Forestale dello Stato sono a disposizione, ogni anno, per farlo al posto nostro;
2.  L’albero perde gli aghi sempre: non è colpa nostra. Non siamo noi le Streghe dell’Est ad averlo ucciso (non è un campanello di avviso di una morte prematura);
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3. Il 50% di possibilità di mantenere l’albero in vita è dato dalla scelta sul dove posizionarlo: anche se sta benissimo proprio dove abbiamo il termosifone evitiamo la cosa. Meglio un posto fresco, luminoso lontano dalle fonti di calore;
 
4. Addobbiamolo con intelligenza evitando decorazioni troppo pesanti: non è carino e consono spezzare i rami;
 
Mamma ho perso l’aereo, 1992
 
 
5. Evitiamo nevi finte/bombole spray colorate: anche se non è nel bosco ricordiamoci che  l’albero è pur sempre vivo;
 
6. Ricordiamoci di inumidirlo ogni giorno: la terra non deve essere mai “secca”, a meno che non abbiate optato per un cactus.
 
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Se proprio non riuscite a rispettare uno di questi punti, 
meglio optare per un albero finto.
Che conserveremo anno dopo anno con cura. 
Almeno per 15 anni così da “giustificare” i danni causati 
all’ambiente dalla sua produzione.
 
 
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Se apparentemente l’albero finto sembrerebbe la migliore scelta “salva boschi”, in realtà recenti studi hanno evidenziato che la produzione di alberi finti incide tantissimo sull’inquinamento globale.
 
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Dopotutto è realizzato con la plastica. 
E il nostro sussidiario delle elementari dovrebbe averci già illuminato in merito.

 

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Voi per quale opterete?

 

 
 
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