LA NOBILE CAUSA DEL LANCIO DEL BOUQUET

Il matrimonio è, come dice la mia amica M., un momento “sociale”.

Qualunquemente, 2011
Nessuno mette in discussione il fatto che il cuore della giornata siano gli sposi
il loro amore e che nel giro di 24 ore si formerà una famiglia che manco quella del Mulino Bianco.

favim.com

 

Ma il matrimonio è fatto anche dagli invitati
Un universo parallelo formata da parenti (serpenti),
nuove e vecchie conoscenze,
di domande (patetiche) di circostanza
e, per i single, il fatto che qualsiasi cosa a loro riferita sia detta e fatta per ricordargli che l’orologio biologico fa “tic tac” e che sarebbe il caso di trovare la dolce metà.
Che A-N-S-I-A. 
All the single ladies, Beyoncé
2009

 

I tavoli vengono così sempre composti secondo
strategie alla Risiko,
tattiche dogmatiche che al confronto il 4-4-2 di Sacchi impallidisce,
intrighi ed intrecci  che fanno sembrare i polizieschi di Larsson un romanzo rosa.

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Perchè è risaputo che la”coppie” si sentono investiti del ruolo di cupido e che  
“accoppiare” l’amico/a single diventa una ragione di vita.
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Con queste premesse, il momento “clou” del ricevimento è inevitabilmente
il lancio del bouquet.
Dove viene confermato a chiare lettere il principio tale per cui le ragazze dopo i 30 sono “zitelle” mentre i ragazzi diventano “interessanti”.
Destino crudele (e ingiusto).
Jacqueline Kennedy
12 settembre 1953
Al lancio del bouquet  si vedono così, in un attimo, 
tutte le ragazze schierate con una disposizione apparentemente causale, 
caotica e imprecisa 
ma dove la strategia delle partecipanti è studiata a tavolino
ogni centimetro ottenuto è un “passo” in più verso il Principe Azzurro.
Sono tutte  sorridenti, 
si possono scorgere  apparenti sguardi da “ma si, mi metto qui per non fare un torto alla sposa”,
si odono commenti sibillini del tipo “tanto io non mi voglio sposare!” (ne riparliamo quando vi troverete con il vostro lui inginocchiato “brillozzo-munito”)
altre si mettono in posizione, ai blocchi di partenza, neanche Bolt ai 100 metri olimpici.
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E poi ci sono loro, quelle che dovrebbero essere ovunque ma non li.
Parliamo di:
- bambine
- ragazze sotto i 18 (come si cede il posto in bus alle signore anziane, così alle ragazze più grandi al lancio del bouquet)
- ragazze con anello al dito. Si, quelle che hanno già una proposta ma ti dicono con sguardo innocente e una faccia da sberle “non mi sono ancora sposata!”
- persone al secondo matrimonio (abbiamo già dato, se pur con scarsi risultati..)
- quelle pronte a strapparti  dalle mani il bouquet (solo perchè consapevoli che non c’è l’arbitro Collina ad espellerle)


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Comunque sia, per noi che siamo cresciute a pane e “Pretty Woman”,
canticchiando “i sogni son desideri”, crederci è obbligatorio.
Prendiamolo questo bouquet.
Non come una garanzia che presto arriverà il “cecio” ma come buon auspicio.
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Che di questi tempi un po’ di fortuna, non solo in amore, ci vuole per tutti.

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