INTERVISTA. TRUCCHI DEL MESTIERE.

Prima di addentrarmi nella giungla delle interviste a varie professionalità per “Gli esperti dicono piacere”,
è meglio essere pronti e preparati.
E chi meglio di un giornalista può aiutarmi?
Visto il giornalismo 2.0, è la volta di sottoporre le stesse domande ad un giornalista di “carta stampata”. 

 
google images
 
Il fatto di non avere commenti in tempo reale, in fondo, non vuol dire essere protetti da scivoloni spesso imbarazzanti. 

Francesco Vicario,
giovane ed intraprendente giornalista di Gente,
scrive da sempre.
Perché l’uso della parola non è una cosa scontata, ma un’arte da esercitare sempre.
Dai pareri legali,
dai salotti mondani
alle case dei personaggi italiani più amati.
Francesco Vicario sarà anche un avvocato,
ma le sale da “tea “sono decisamente più chic delle cancellerie dei tribunali. 

# Italiano, questo sconosciuto: riportare fedelmente l’uso bizzarro della lingua italiana o prendersi qualche “licenza poetica”?  Omettere strafalcioni è deontologicamente corretto?
Tutto può dare senso a un pezzo, mia cara.
Anche gli strafalcioni grammaticali. Dunque, non si omettono.
A meno che non si tratti di semplici distrazioni.
Esempio: se intervisto qualcuno che si è appena fatto dieci ore di volo e mi sbaglia il congiuntivo, bè… In questo caso vince l’indulgenza. 

 

# Come ottenere un’intervista in modo elegante 
Avendo sempre il sorriso sulle labbra, quando si è “vis à vis”.
Il tono della voce, pacato ma risoluto, fa tanto nell’ approccio telefonico.
Ma la variabile sta  tutta nella disponibilità dell’interpellato. 

# Il blocco dello scrittore: leggenda metropolitana ?
Esiste eccome. Se ne esce obbligandosi a scrivere.
Quando non sono ispirato torno sulle frasi anche dopo diverse ore, sempre che non sia troppo tardi.
Il numero a un certo punto deve andare in stampa.

 

 
 
# Le dive: come contenerle
Partiamo da un presupposto: bisogna tornare a casa con il servizio, anche quando è una “mission impossibile”.
Questa è l’unica regola.
Quindi bisogna assecondare (ma anche arginare) insicurezze, ansie, capricci, nervosismi di chi lavora con te. E non parlo solo del personaggio di turno.
Quanto al caro vecchio divismo… Esiste, esiste.
 

google images
 
 
# L’errore più comune di un intervistato
Pronunciare quella frase di troppo.
Salvo poi chiamare (o farti chiamare) chiedendo di non scriverla.
 
# La domanda da non fare (se esiste)
Tutto si può chiedere, al massimo non si ottiene risposta.
Simona Izzo e Francesco Vicario
photo by Marinetta Saglio
 
Ed ora le curiosità per “Non si dice piacere”:
# La tua icona di stile
Domanda difficile. 
Tra le signore, ti dico Charlotte Casiraghi. 
Possiede  grazia innata e “allure” attuale.
Sul fronte maschile mi sbilancio su Jude Law. 
Di lui apprezzo quel dettaglio imperfetto (qualche piega invisibile  sulla giacca, quelle maglie dallo scollo troppo profondo, quella barba trascurata) che lo rendono uno di noi.
 
 
# La tua suoneria del cellulare
Il vecchio ring ring dei telefoni bianchi.
# Un errore
Un papillon vintage che mi piaceva talmente tanto che non l’ho provato prima di acquistarlo.
Sono arrivato a casa ed era troppo largo. Per indossarlo l’ho fatto riprendere da una sarta. 
 
 
# Il tuo sempre
Scarpa  Church’s, Taunton. 
# Il tuo mai
Camicia nera.
# Un gesto di “bon ton” purtroppo poco diffuso
Versare le bevande a una signora: gli uomini non ci pensano mai.
# Lo scivolone di stile per eccellenza
Te lo concedo: dire “piacere”
 
 
Cosa ne pensate? 
Avete altre domande o curiosità?
google images

 

Le foto sono tratte dall’Album di Famiglia 2.0 di Francesco Vicario, Facebook.

Latest Comments

Post A Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *