I DONI RICILICLATI

Un dono non “azzeccato” divide in due, le persone che lo ricevono: c’è chi lo gestisce in modo meticoloso e compulsivo e si ricorda precisamene di indossarlo o sfoggiarlo quando incontra od invita la persona che l’ha regalato.

Bridget Jones, 2011
Ad ogni Natale fa rigoroso sfoggio della sciarpa ruvida e dai colori improbabili realizzata dalla prozia, usa l’orrenda tovaglia regalata da una vecchia coppia di amici ogni qualvolta li invita a cena e così via,  solo per rispettare le buone maniere ed il loro consiglio di utilizzare i doni ricevuti.
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Altri, invece, si lanciano, più o meno con maestria, nell’antica arte del “dono riciclato”.
Mamma ho perso l’aereo, 1990

 

Prima di ricorrere a questa temeraria e definitiva scelta, meglio tentare, in base alla confidenza,  di cambiare il dono (soprattutto se ci regalano la “macchina per fare il pane” e noi siamo celiaci… Con discrezione si può apprezzare il dono ricevuto e il dispiacere di non poterlo utilizzare. Sarà chi vi ha omaggiato a proporsi di cambiarlo).
alessandracolucci.com

 

La scelta di riciclare un dono non è mai di buon gusto ed è ad alto rischio di essere scoperta (con relativo imbarazzo)
Se proprio, non riusciamo a farne a meno, da tener sempre presente:
-       Se un regalo proprio non ci piace e riteniamo che non rispecchi il nostro gusto, sempre meglio non donarlo a nostra volta. Un dono è una sorta di biglietto da visita e poi “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”
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-       Fare attenzione che non ci siano incise o ricamate le vostre iniziali sull’oggetto, una dedica od una data
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-       Ricordarsi sempre di chi ci ha regalato il dono (non è il caso di restituire dopo anni il dono)

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-       Non donare oggetti chiaramente non di nostro gusto (un professore di storia dell’arte non regalerà mai una gioconda con volto di cane, un vegetariano una affettatrice, una “fashion-victim” una “cineseria”)

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-       Non metterli in vendita su ebay con il nostro nome e cognome (la discrezione è tutto, soprattutto online)

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-       Rifare il pacchetto ed eventualmente riscrivere il biglietto d’auguri; 

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-       Assicurarsi che la persona a cui stiamo per “regalare nuovamente” un dono non faccia parte della stessa cerchia di amicizie della persona che ce l’ha regalato a sua volta. Si sa: (il “karma” a volte ce la mette tutta per far fare figuracce ed in un mondo globalizzato una foto entusiasta di un regalo appena ricevuto su facebook vale più di mille parole);



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-       In caso di riciclo possiamo sempre ripulirci la coscienza pensando che in questi tempi di crisi è buona cosa non sprecare il denaro, e inoltre il riciclo è una pratica eco-sostenibile; 

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-       Non riciclare nulla che abbiamo già utilizzato, anche in minima parte. Un maglione con addosso il nostro profumo ed una confezione posticcia possono destare molto sospetti 

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-       Il tempismo è fondamentale: è bene sbarazzarsi di un dono non apprezzato il prima possibile. Col passare del tempo sempre nuovi prodotti arrivano sul mercato e di conseguenza i gusti dei consumatori cambiano col passare delle stagioni. A meno che non vogliate far diventare un capo da vestire vintage è meglio riciclarlo finchè è relativamente nuovo. 

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Per disfarsi di oggetti per noi inutili e di cattivo gusto, meglio donarli per fiere di beneficienza od organizzare cene di natale il cui tema è quello di portare DICHIARATAMENTE oggetti che si vorrebbero riciclare ed estrarli a sorte: potremmo essere sorpresi e ricevere un paio di scarpe tacco 12 dalla nostra amica amante delle ballerine.
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Comunque sia, non è un problema, soprattutto sotto le feste, da sottovalutare: esiste addirittura una pagina su wikipedia dedicato a tale fenomenohttp://en.wikipedia.org/wiki/Regift e un sito per sbarazzarsene senza correre il rischio di “figuracce”http://www.regiftable.com/

 

Dimenticato qualcosa?
grazie al mio amico A., senza di lui come farei?
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