DILLO CON PAROLE TUE, MA CORRETTAMENTE – come scrivere una e-mail


Calamaio, penna, tasti.
Carta da lettere, foglio in A4 per la macchina da scrivere, mail.

Piccione viaggiatore, francobollo, click 
 
google images
 

Prodigi della tecnologia ed evoluzione della specie. 

 
 
Sex and the City
 

Per fortuna non siamo più costretti ad incidere i nostri nomi sulla pietra,
anche se in molti ancora utilizzano questo rituale tribale per immortalare
sui banchi di scuola e monumenti le loro iniziali. 
Come se tutto ciò rafforzasse il loro amore. 
I misteri della vita. 

 
 
The Flintstones

Ma, proprio nel momento in cui tutto sembra più facile e veloce,
la caduta di stile è ad un click da noi. 

 
leloveimage.blogspot.it

Basta un nanosecondo per mettere a repentaglio la nostra immagine e anche la professionalità. 

 
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Le mail personali seguono le regole dettate dal decoro e dai propri sentimenti,
per le altre si utilizza una sorta di etichetta dettata dal buon senso
(mi raccomando le password! Meglio non darle e nemmeno riceverle. Nel dubbio, il mistero è il miglior alleato). 

 
pepperwedding.blogspot.it
 

Ecco alcuni consigli per le mail professionali:


- Va bene la rapidità dello strumento, ma un saluto iniziale e finale non si nega mai a nessuno;

- Inutile scrivere la data, in questo ci agevola la mail. Destinate quel tempo prezioso al punto sopra;

Regina Elizabeth II e Prince Philip Duca di Edimburgo


- L’uso del “voi” è ridicolo e arcaico. Il “lei” imprescindibile ;

 

- Nel dubbio meglio dare del “Dottore” o della “Dottoressa” a tutti. Questa è la classica eccezione alla regola d’oro dell’eleganza “less is more”;


Albert Einstein

- Lo spam arriva ogni giorno ad ognuno di noi: perché alimentarlo?

- L’economicità del mezzo non è la giustificazione per il bombardamento telematico al prossimo;

- Essere informali con i propri contatti di lavoro, mantenendo comunque distanze professionali,  è un dovere sociale: “ciao bellissima/bella” “ciao stella” “bella tizio caio sempronio”  “ue,  tal de tali” lasciamoli al mai dimenticato Commendator Zampetti e agli amici. Un “Caro” o “Cara” sarà informale e garbato, quindi perfetto come incipit delle nostre mail; 

 


 
- I soprannomi esistono al di fuori dell’ufficio, mai all’interno. Soprattutto se imbarazzanti;

- Scrivere le mail di lavoro non è l’occasione per sperimentare nuovi vocaboli della lingua italiana che non conosciamo;
- La cura nello scrivere la mail dev’essere uguale a quella che dareste nello scrivere una lettera. Il corretto uso della lingua italiana e la chiarezza dei concetti una cosa scontata. Ricordatevi sempre che ciò che scrivete rimane e che in ambito lavorativo vi può addirittura “salvare”;

Totò, Peppino e la Malafemmina, 1956
(scena della “Lettera”)

 
- Se vi hanno fornito una firma digitale, perché non usarla? Farete felici il collega che si occupa di questo e la persona a cui scriverete: in un attimo può avere tutti i vostri riferimenti all’occorrenza;

 


biglietto da visita
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- No ai messaggi troppo pesanti.
Intasare la casella postale del prossimo è maleducato e fastidioso.


- Cordialità e titoli devono essere la vostra religione quando scrivete mail di lavoro;

 

- Meglio rileggere. Sempre. Anche i destinatari e chi è in copia conoscenza nascosta. Meglio evitare di invertire le cose.


web-experiments.org


-  Mai e poi Mai usare un’unica mail. Smistiamo la posta fra privato e lavoro. Separiamo le rubriche. Il rischio di mandare la mail “puffettosa” a tutti i nostri colleghi al posto della nostra/o amato è altissimo. Volete bere il caffè alla macchinetta in solitudine per sempre?

 

C’è posta per te, 1998

 


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