BRODINO STASERA

Da un po’ di tempo seguo su TwitterStasera Brodino”.
A prescindere da ciò che scrive, opss twitta, il tutto è nato dal nome. 

Da una frase che almeno una volta chiunque di noi ha pronunciato.
Perché la pesantezza di certe mangiate, ma anche di certe giornate, valla tu a spiegare.

 

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E non è una questione di dieta.
Ma di effetto “placebo”. 

laurennicolehom.com
 
Perché un brodino ti aiuta con i sensi di colpa delle recenti maratone
pandoro- torrone- frutta secca-panettone (altrimenti che Natale sarebbe?!),
brindisino- ammazzacaffè – digestivo (tutta salute!),

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ma anche delle merende improvvisate in ufficio (quale luogo migliore dove lasciare i residui delle feste?)
dei maledettissimi distributori automatici (ma farli di sola frutta e verdura, no?). 

Il diario di Bridget Jones, 2001
Ma non è solo quello.
Un brodino riscalda cuore e spirito.
Ha il sapore
delle influenze da piccoli in cui ti salvavi dall’interrogazione,
del rimbocco delle coperte che ti faceva la mamma,
di quella carezza che ti donavano e già ti sentivi bene,
di qualcuno che si prende cura di te.

 


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Ma, attenzione!
Il brodino è tanto “caro” quanto pericoloso da assaporare in modo corretto a tavola. E’ in pieno “allarme rosso” del Galateo:

Non si soffia.
Nemmeno se malauguratamente ci sentiamo la reincarnazione (?) di Eolo.

- Non si risucchia.
Non siamo aspiratori né tanto meno idrovore. 

Se pensiamo, erroneamente, che sia un modo per dare il nostro consenso alla bontà del brodino, meglio parlare. 
Perché le parole dicono molto più dei  suoni. Sempre.

Lilli e il Vagabondo, 1955

 

- Non facciamo rumore con il cucchiaio.
E’ una posata non uno strumento per percuotere.

- Non si chiede “il bis” (anzi, non dovrebbero nemmeno proporcelo)
Brodi e minestre vanno già serviti in tavola solo alla sera e non oltrepassa mai il bordo interno del piatto fondo così da agevolare i nostri ospiti. 
Per questo motivo non verrà offerto una seconda volta.
 
stylemepretty.com
 
Gli ultimi cucchiai di brodo sono i più temuti perché i più difficili da governare: è tollerato inclinare il piatto verso il centro della tavola  (nel senso opposto, se maldestri, potremmo rischiare un ustione che non è mai cosa).
 
Ringraziamo di non essere inglesi e di poter introdurre il cucchiaio dalla punta in bocca e non lateralmente (agevolando così incontrollabili “risucchi”). Ovviamente si introduce la punta non si inghiottisce fino al manico.
 
The Book of Good Manners,
Frederick H. Martens, 1923

 

Ovviamente, come per il caffè , il cucchiaio non va “leccato”,  anche se ci trovassimo di fronte al brodo più buono del mondo.
Per fortuna hanno inventato sapone, detersivi e lavastoviglie per la pulizia delle vettovaglie. 

Cosa ne pensate?



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  1. Teresa d. - moda anter

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